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Per salvare Piaggio Aerospace il governo rispolvera il dossier Leonardo

Genova - Su Piaggio Aerospace il governo butta la palla nell’altra metà del campo.

Genova - Su Piaggio Aerospace il governo butta la palla nell’altra metà del campo. All’incontro al Mise di ieri, per l’esecutivo erano presenti il sottosegretario Davide Crippa e il vice capo di gabinetto Giorgio Sorial. Per l’azienda l’ad Renato Vaghi. I sindacati, presenti al completo, lamentano che, sia pure a fronte di alcune rassicurazioni, «nessuna risposta concreta» è finora arrivata per i 1.200 addetti della società che ha stabilimenti in Liguria, è divorata dalle perdite, è priva di commesse e corre il rischio di finire in liquidazione nei prossimi mesi. Da quanto ricostruito dal Secolo XIX, il governo ha mandato due messaggi chiari: Piaggio è un asset che va «salvato» e per farlo l’esecutivo sta lavorando a un progetto di «stabilizzazione finanziaria» e riassetto della società oggi controllata al 100% dal fondo Mubadala di Abu Dhabi. Non altrettanto chiaro è il modo in cui il governo pensa di riuscire nell’operazione. Fonti riferiscono che Crippa e Sorial ieri «non hanno mai menzionato il nome di Leonardo», gruppo controllato dal Tesoro che il governo vorrebbe coinvolgere.

Indiscrezioni parlano di una partecipazione variabile dal 50% a scendere, ma da quanto risulta a questo giornale il dossier non è, per ora, allo studio della società guidata da Alessandro Profumo. Il fatto che non lo sia, non significa però che non lo possa essere: la partita, squisitamente politica, si giocherà nei prossimi giorni. Leonardo è quotata in Borsa, ha un piano industriale che risulterebbe zavorrato da una eventuale partecipazione in una Piaggio che tra il 2014 e il 2016 ha accumulato perdite per 438 milioni di euro. L’incontro con i sindacati è stato aggiornato ai primi di dicembre, il tempo stringe perché la liquidità sta per terminare.

Nel frattempo è stata congelata la questione dei 766 milioni di euro che nelle intenzioni dell’ex ministro della Difesa Roberta Pinotti il Parlamento avrebbe dovuto approvare per finanziare l’acquisto dei droni Piaggio. «Ci è stato spiegato che il finanziamento dei droni farà parte di un progetto più ampio di stabilizzazione finanziaria nell’ambito di un intervento pubblico - commenta Antonio Caminito della Fiom - ma la partecipazione di Leonardo resta dubbia e l’intenzione del governo di tagliare le spese militari preoccupa». Critico anche il giudizio di Alessandro Vella della Fim: «Non è stata data nessuna risposta rispetto al finanziamento dei 766 milioni che oggi rappresenta l’unica concreta soluzione». «Siamo entrati in una fase delicata e decisiva - osserva Antonio Apa della Uilm -. Le tempistiche non sono secondarie rispetto alla soluzione».

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