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Treno a idrogeno, boom di progetti / FOCUS

Genova - Celle di combustione, curiosità e investimenti dall’Italia a Regno Unito, Francia e Canada.

Genova - Anche l’Italia vuole entrare nel business del treno all’idrogeno. L’accelerazione data da Alstom e ferrovie tedesche, che hanno cominciato la sperimentazione di locomotori alimentati a celle di combustione dallo scorso 17 settembre, ha reso evidente come questa tecnica, nonostante che resti ancora costosa, sia più matura di quanto molti si aspettassero e aperto la strada a progetti in tutto il mondo, compresa l’Italia.

E così Rfi ha deciso di avviare uno studio. Per questo ha stretto un accordo con l’Università La Sapienza di Roma e con Cnim (Comitato nazionale italiano per la manutenzione), il cui obiettivo è «promuovere lo sviluppo del trasporto ferroviario a idrogeno, approfondendone benefici e sostenibilità», come recita il comunicato di Fsi. Lo studio valuterà i benefici tecnici e economici e l’impatto ambientale e sociale derivanti dall’alimentazione a idrogeno, rispetto a altri sistemi di alimentazione come ad esempio il diesel. I firmatari vogliono attivare sinergie con l’industria di settore che sta sviluppando impianti energetici da fonti rinnovabili. L’accordo è stato sottoscritto a Roma da Paolo Gaudenzi (dipartimento di ingegneria meccanica e aerospaziale della Sapienza), Aurelio Salvatore Misiti (Cnim) e Maurizio Gentile (amministratore delegato e direttore generale di Rfi).
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