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Sfida a Airbus, gli inglesi scelgono Leonardo

Londra - Due miliardi di sterline per far nascere un caccia di nuova generazione, il Tempest, destinato a rimpiazzare fra i ranghi della Raf gli Eurofighter Typhoon, e a conquistare potenzialmente anche altri mercati. È un progetto britannico, nel quale avrà un ruolo importante il gruppo Leonardo

Londra - Due miliardi di sterline per far nascere un caccia di nuova generazione, il Tempest, destinato a rimpiazzare fra i ranghi della Raf gli Eurofighter Typhoon, e a conquistare potenzialmente anche altri mercati.

È un progetto britannico, nel quale avrà un ruolo importante il gruppo Leonardo, quello sdoganato dall’investimento del governo di Sua Maestà annunciato oggi in pompa magna dalla premier Theresa May all’inaugurazione dell’edizione 2018 del tradizionale Air show di Farnborough.

Un colpo a sensazione, sebbene preparato con cura e avviato ormai da qualche tempo, col quale l’inquilina di Downing Street ha provato a dare sostanza alle rassicurazioni sulla volontà di chiudere con l’Ue un accordo sulla Brexit attento agli interessi del business. Capace di tenere aperti canali di cooperazione con l’Europa in settori strategici quali difesa e aerospazio: «Il governo si unirà a Bae Systems, Leonardo, Mbda e Rolls Royce per finanziare la nuova fase della Future Combat Air System Technology Initiative attraverso la rivoluzionaria partnership nota come Team Tempest», ha proclamato May, facendo eco al comunicato ufficiale del ministero della Difesa di Londra e al suo titolare, Gavin Williamson. In ballo c’è il futuro. Un jet «rivoluzionario» nella parole della premier che dovrebbe spiccare operativamente il volo - indifferentemente in versione con pilota o drone - dal 2035.

Ma di cui a Farnborough si è già potuto ammirare un prototipo dal profilo futuristico: come a certificare il vantaggio - in termini di avanzamento della progettazione e ora anche d’impegni finanziari - rispetto all’annunciata iniziativa franco-tedesca alternativa da cui Londra era stata lasciata volutamente fuori. Per Williamson si tratta di un motivo di orgoglio («siamo stati un leader mondiale nel settore combat air per un secolo e vogliamo restarlo», ha detto). Ma senza ostilità verso «i progetti di altri Paesi»; anzi, con la dimostrazione di saper lavorare «in partnership». Una partnership che per la realizzazione del Tempest potrebbe essere allargata ad esempio alla Svezia, azzardano i media di oltreManica.

Che tuttavia per ora riguarda in prima battuta l’Italia: presente accanto ai britannici di Bae (piattaforma) e di Rolls-Royce (motore) sia nella joint venture a quattro di Mbda (incaricata degli armamenti del jet prossimo venturo); sia soprattutto con Leonardo, che al progetto contribuirà da protagonista assoluto attraverso l’avionica, con sofisticatissimi sistemi elettronici di bordo. La notizia fa già volare in borsa il titolo del gruppo erede di Finmeccanica: «Leonardo ambisce a essere nel cuore dei programmi di difesa in Europa e guarda a questa iniziativa nel Regno Unito, nata con in mente la prospettiva di ulteriori future collaborazioni internazionali, come a un programma che andando avanti potrebbe includere» le forze aeree italiane, commenta l’amministratore delegato Alessandro Profumo. «Siamo fieri», rimarca Norman Bone, numero uno di Leonardo Uk, la cui rete in territorio britannico (7.000 addetti distribuiti in sette impianti «di eccellenza, fra cui quelli di Edimburgo e Luton, centrali per le componenti dei Tempest) ha rappresentato senza dubbio un incentivo per il governo May, alle prese con la sfida della tutela post Brexit dei posti di lavoro sull’Isola.

Intanto, a margine della prima giornata della grande fiera globale di Farnborough, Leonardo mette a segno pure altri due colpi, a beneficio delle proprie casse e dei mercati: la vendita di 40 radar Osprey a otto clienti internazionali (fra cui la marina Usa, per equipaggiare gli elicotteri a pilotaggio remoto MQ-8C Fire Scout); e l’accordo d’investimenti congiunti con General Atomics Aeronautical Systems per integrare il SAGE, sistema di sorveglianza per la protezione di velivoli.

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