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Ansaldo Sts verso la riorganizzazione / RETROSCENA

Genova - La fusione tra Alstom e Siemens e la dura competizione di mercato spingono Hitachi a premere sull’acceleratore del segnalamento ferroviario, dopo che l’integrazione del materiale rotabile in Hitachi Rail Italy è stata promossa pure dalla Fiom.

Genova - «Nonostante non si possa procedere ancora con l’integrazione, andiamo avanti con i cambiamenti perché non possiamo permetterci di perdere tempo». L’ultima volta che Andrew Barr ha parlato con i delegati sindacali di Ansaldo Sts è stato chiaro. Il gioiello del segnalamento ferroviario che Finmeccanica ha venduto a Hitachi insieme ad AnsaldoBreda non ha finora potuto godere pienamente dei vantaggi dell’integrazione con il colosso giapponese perché, a differenza del produttore di treni, Sts resta una società partecipata dall’azionista di minoranza Elliott (31%) e quotata in Borsa.

Ma la fusione tra Alstom e Siemens e la dura competizione di mercato spingono Hitachi a premere sull’acceleratore del segnalamento ferroviario, dopo che l’integrazione del materiale rotabile in Hitachi Rail Italy è stata promossa pure dalla Fiom che dice: «La scelta di fare dell’Italia un punto centrale della multinazionale è un riconoscimento alle capacità e all’intelligenza dei lavoratori».

L’integrazione della ex Breda ha prodotto tre divisioni e portato gli ansaldini Maurizio Manfellotto e Giuseppe Marino a capo, rispettivamente, della divisione service e manutenzione e della divisione veicoli. L’azienda ha vinto diverse commesse ed è carica di lavoro. «Hanno annunciato 400 assunzioni nel biennio 2018-2019», rivela Rosario Rappa reduce da un recente incontro con il management. Secondo quanto ricostruito, parte dei 400 saranno stabilizzazioni di lavoratori interinali, una politica già adottata dal gruppo in Sts, ma che dimostra comunque l’intenzione di valorizzare gli asset italiani. L’ex Breda tra il 2016 e oggi è passata da 1.929 a 2.181 addetti, con un incremento di 252 unità. Nello stesso periodo l’organico di Sts è cresciuto di 277 unità nel mondo, di cui 153 nei siti di Genova, Napoli, Torino e Potenza. A differenza di Hitachi Rail Italy, Sts non ha in programma nuovi investimenti sulle risorse umane, ma la riorganizzazione di cui Barr ha parlato ai sindacati, anticipandone i contenuti al Secolo XIX in occasione dell’assemblea degli azionisti dello scorso 10 maggio, è alle porte. L’ordine di servizio con le nomine dei capi divisione è atteso a giorni, entro fine maggio. L’articolato organigramma di Ansaldo Sts sarà semplificato attraverso tre divisioni che in qualche modo si allineano quelle di Hitachi Rail Italy: grandi progetti chiavi in mano, service e manutenzione, segnalamento ferroviario. Sui progetti chiavi in mano (integrando tecnologie Sts e Hitachi) e sul service l’ad Barr intende puntare per garantire alla società nuove opportunità di business in un momento in cui il mercato europeo si è fatto difficile. Nell’ambito della riorganizzazione è probabile che Christian Andi e Giuseppe Gaudiello vadano a ricoprire ruoli-chiave.

Per quanto riguarda il socio Elliott (31%), la possibilità che Hitachi possa trovare a breve un accordo sul prezzo del pacchetto è remota. Il fatto che per il secondo anno consecutivo Tokyo abbia deciso di non distribuire dividendo non è casuale: la guerra della cedola è appena cominciata.

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