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Ansaldo Energia si riorganizza e rinvia lo sbarco in Borsa

Genova - Ansaldo Energia rinuncia alla quotazione in Borsa e prepara il rilancio sui mercati internazionali.

Genova - Ansaldo Energia rinuncia alla quotazione in Borsa e prepara il rilancio sui mercati internazionali. Secondo fonti finanziarie, il produttore di turbine controllato al 60% da Cdp Equity e partecipato al 40% da Shanghai Electric avrebbe deciso di rinviare lo sbarco a Piazza Affari, che era previsto per il 2018 e in funzione del quale lo scorso autunno era stato dato mandato a Rothschild per avviare il processo di Ipo.

Dopo l’uscita di Filippo Abba’ che ha visto il ritorno di Giuseppe Zampini nel ruolo di ad e Guido Rivolta sostituirlo alla presidenza del cda, l’azienda si starebbe concentrando su un’operazione di riorganizzazione e rilancio tesa a fronteggiare le difficoltà di mercato. La forte concorrenza di giganti come Siemens e General Electric, l’esplosione delle rinnovabili che riduce gli investimenti in centrali elettriche a ciclo combinato nel mondo e gli equilibri geo-politici Italia-Usa che complicano le relazioni commerciali con l’Iran, hanno fatto sì che nell’ultimo anno in Ansaldo Energia non entrassero nuove produzioni e la buona salute di cui gode il service non basta a mettere l’azienda in sicurezza, tanto è vero che non è escluso un ricorso ai contratti di solidarietà se venissero a mancare molte ore di lavoro. In un’ottica di rilancio, secondo una fonte del Secolo XIX Zampini starebbe lavorando a una riorganizzazione delle prime fila da far decollare già nella secondo metà di marzo: alcuni dirigenti sarebbero in sostituzione.

Prosegue inoltre l’azione sui mercati internazionali: la joint venture in costruzione con Mosca secondo indiscrezioni coinvolgerebbe una società del gruppo Gazprom e servirebbe sia per entrare sul mercato russo sia per scongelare i rapporti con l’Iran, Paese in cui contratti già firmati sono congelati a causa dell’assenza della copertura finanziaria (l’accordo di finanziamento da 5 miliardi a garanzia degli investimenti delle imprese italiane firmato da Invitalia con le iraniane Bank of Industry and Mine e Middle East Bank è utile ma manca ancora dei passaggi attuativi).

Le difficoltà di mercato non intaccano comunque la capacità di innovazione di Aen, che insieme a Fca e Pirelli guida il comparto innovativo dell’Italia. Nel 2017 sono state 4.352 le richieste di brevetto inviate all’ufficio europeo dei brevetti (Epo), in crescita del 4,3% rispetto al 2016: con 60 domande, Ansaldo Energia è stata la società italiana più attiva.

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