SERVICES

Esaote cinese, via libera del governo

Genova - Il rapporto del Mise: «Nessun rischio delocalizzazione e occupazione garantita». Il nome della società biomedicale sarà tolto dall’elenco delle vertenze.

Genova - Via libera da parte del governo al passaggio di Esaote - storica azienda biomedicale nata come divisione dell’Ansaldo - nelle mani di un consorzio cinese formato da tre fondi d’investimento specializzati e tre gruppi industriali. La vendita della società con sede a Genova andrà in porto anche perché, si legge in una nota del Mise, non c’è un «problema di “golden power”». I dettagli dell’operazione - che secondo quanto risulta al Secolo XIX ha un valore compreso tra i 300 e i 400 milioni di euro - sono stati illustrati a Roma, dove gli imprenditori asiatici hanno incontrato i sindacati alla presenza di Giampiero Castano, responsabile dell’unità Gestione vertenze delle imprese in crisi del ministero dello Sviluppo economico.

Nel verbale dell’incontro, si legge che la nuova proprietà ha confermato «di non avere intenzione di rendere Esaote una società cinese», che non c’è alcuna volontà di «delocalizzare le attuali produzioni in Cina» e che il consorzio considera gli operai e tecnici dell’azienda «risorse insostituibili». Con 1.248 addetti e 270 milioni di fatturato, l’obiettivo dei nuovi proprietari di Esaote è quello di entrare nel mercato cinese, che vale - per il solo settore degli ultrasuoni - 1,3 miliardi di euro. Durante il vertice romano, i rappresentanti del consorzio asiatico hanno comunque spiegato che l’attuale marchio «continuerà ad essere per i prodotti di fascia medio-alta», mentre potranno nascere «altri marchi» per aggredire la fascia più bassa del mercato. Le produzioni della società con sede a Genova e dei gruppi industriali cinesi, inoltre, sono complementari: Esaote è specializzata nella risonanza magnetica dedicata (i cinesi in quella totale, full body) ed è forte nella tecnologia ultrasuoni (ecografia), mentre gli acquirenti operano prevalentemente nel segmento raggi x.

Il Mise ha poi confermato che la società biomedicale sarà tolta «dall’elenco delle vertenze» e che sulla firma del passaggio di Esaote nelle mani della nuova proprietà «non ci sono ci sono problemi di Antitrust». I tre fondi di private equity coinvolti nell’operazione sono Yf Capital (che ha tra i fondatori Jack Ma, ideatore e presidente di Alibaba), Shanghai Ftz Fund (che appartiene alla municipalità di Shanghai) e Tianyi (che conta oltre 20 partecipazioni nel settore sanitario tra cui il Meinian). I tre gruppi industriali, invece, si chiamano Wandong (la più grande e storica società cinese operante nel campo della diagnostica), Yuyue, holding attiva nell’homecare e Kangda. Quest’ultimo è uno dei più grandi produttori al mondo di apparecchiature per la radiologia e la risonanza magnetica.

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››