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Lng e navi: non è solo un problema di rete / INTERVISTA

Genova - L’agenda Ue è a buon punto ma serve un network di economie di scala. Parla Evelin Zubin, Direttrice CSM.

Genova - Parlare di Lng e limitarsi all’Europa è riduttivo dato che la principale spinta all’utilizzo di questo carburante è l’entrata in vigore in tutto il mondo, nel 2020, del limite al contenuto di zolfo nei combustibili navali. Assai diversa era la situazione solo pochi mesi fa, quando la data limite del 2020 era riferita alla sola Unione Europea. L’IMO lo scorso ottobre ha deliberato in favore dell’adozione mondiale e questo ha radicalmente cambiato lo scenario. Ciò premesso, è vero che nel Baltico (e in alcune altre aree del mondo) l’utilizzo del Gnl è già iniziato grazie alla combinazione di normative locali che già imponevano dal 2015 un basso contenuto di zolfo ed alla disponibilità di una perlomeno iniziale infrastruttura di distribuzione di Gnl.

«Ad oggi osserva la Direttrice generale del Centro Servizi del Mare, Evelin Zubin la situazione non è delle più semplici neppure nel Baltico, nel senso che siamo lontani dalla rete distributiva che sarebbe necessaria». Ovviamente nel Mediterraneo la rete è ancora meno sviluppata.

Europa a due velocità anche nell’opzione Gnl?
«Personalmente non ritengo che ci sia un gap di 5 anni anche se la sfida non è semplice date le distanze, il numero di Paesi ed i volumi di traffico del Mediterraneo (per non parlare della traversata Atlantica) ben più significativi che non nel Baltico».
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