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«Cdp è pronta al controllo di Ansaldo Energia» / ESCLUSIVA

Genova - Cdp Equity intende restare azionista di riferimento di Ansaldo Energia, società della quale oggi controlla il 45% del capitale.

Genova - Cdp Equity intende restare azionista di riferimento di Ansaldo Energia, società della quale oggi controlla il 45% del capitale. E intende farlo anche a luglio dell’anno prossimo quando, secondo lo schema di vendita ai tempi siglato con Finmeccanica, è previsto che la nuova Leonardo si liberi dell’ultimo 15% rimasto in cassa. Ad annunciarlo al Secolo XIX-The MediTelegraph è l’azionista pubblico, a margine dell’affollato evento di inaugurazione dei nuovi impianti industriali organizzato ieri a Genova dall’azienda.

«Ansaldo Energia è una delle nostre partecipazioni di eccellenza: intendiamo mantenerla e farla prosperare», spiega Claudio Costamagna, presidente della Cassa depositi e prestiti. Ma cosa farà Cdp a metà dell’anno prossimo quando, come da schema di vendita, Leonardo-Finmeccanica si libererà dell’ultimo 15% detenuto a Genova? Cdp se ne farà carico salendo quindi a una partecipazione di maggioranza? «Certo, non abbiamo alcun problema in questo senso, come l’ingegner Rivolta può confermare», risponde Costamagna passando la palla a Guido Rivolta, amministratore delegato di Cdp Equity (l’ex Fsi), al suo fianco.

«Il nostro statuto parla di partecipazione prevalentemente di minoranza ma non vieta una partecipazione di maggioranza come quella che in Ansaldo Energia avremo», conferma Rivolta. L’ingegnere ha poi chiarito che «Cdp Equity può farlo e vuole farlo», ricordando anche come la Cassa abbia, in questi due anni, «accompagnato Ansaldo Energia in un percorso di sviluppo internazionale e di crescita tecnologica».

Dall’acquisizione dell’inglese Nes andata a potenziare il nucleare alla svolta arrivata con le turbine di ultima generazione Gt 36 e Gt 26 ormai ex Alstom, passando attraverso il coinvolgimento di un colosso come la cinese Shanghai Electric, che detiene il 40% di Aen e che ieri era rappresentata da una delegazione guidata da mister Chen Xuewen.

Dalla partnership tra Ansaldo e il socio cinese maturano i primi frutti: ad oggi sono 15 i nuovi ordini (4.200 MW di potenza) portati da Shanghai Electric. Il contratto per le ultime due turbine, destinate al sito di GaoYao, è stato siglato ieri. Chen Xuewen, che siede nel consiglio di amministrazione della società, sottolinea come la partnership abbia consentito al gruppo di accedere al mercato cinese, ma anche «asiatico e iraniano». Nel corso dell’evento il produttore di turbine ha siglato un’intesa con l’Istituto italiano di tecnologia per la realizzazione del primo sistema di ispezione automatico di generatori elettrici, un progetto che durerà 18 mesi per sviluppare nuove tecnologie robotiche in grado di rilevare le cause di eventuali guasti.

Centinaia i lavoratori che hanno partecipato alla festa, attribuendo l’applauso più lungo a Giuseppe Zampini, a.d. in procinto di passare il timone a Filippo Abba’ per andare a coprire l’incarico di presidente. «Siamo finalmente diventati terminalisti. - racconta l’ingegnere mostrando le immagini del nuovo stabilimento in costruzione sull’area Ilva di Cornigliano che sarà pronto a maggio - Non fate caso al colore (rosso): ricorda Finmeccanica ma non abbiamo potuto modificarlo, pena accumulare ritardo e i tempi stringono». Ansaldo Energia investe nei nuovi impianti produttivi 65 milioni di euro. Sul palco, anche il sindaco Marco Doria e il presidente della Regione Giovanni Toti, che per le aree da destinare all’espansione della società hanno lavorato insieme e allineati.

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