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ArcelorMittal: «L’Europa importi solo acciaio “verde”»

Parigi - ArcelorMittal ha chiesto che l’Europa introduca un aggiustamento “verde” alle frontiere affinché l’acciaio importato in Europa abbia gli stessi standard di Co2 di quello prodotto nel Continente.

Parigi - ArcelorMittal ha chiesto che l’Europa introduca un aggiustamento “verde” alle frontiere affinché l’acciaio importato in Europa abbia gli stessi standard di Co2 di quello prodotto nel Continente ai sensi del sistema ETS. Questo aggiustamento richiede che qualsiasi deficit di Co2 venga compensato dall’importatore. A chiederlo, secondo quanto riporta una nota del gruppo, Aditya Mittal, presidente e Cfo di ArcelorMittal oggi nel corso del media day a Parigi, sottolineando che questa misura incentiverebbe la riduzione effettiva nelle emissioni di carbonio e impedirebbe l’erosione della competitività dell’industria europea dell’acciaio. In seguito all’implementazione della fase 4 del sistema di scambio ETS infatti, si legge nel comunicato, i produttori di acciaio europei incorreranno infatti in costi che i competitor, che producono in altre zone del mondo e che importano in Europa, non sono obbligati a sostenere. L’acciaio è una materia che è scambiata a livello globale e circa un terzo del suo valore è consumato lontano dall’area geografica di produzione. Le importazioni in Europa sono aumentate negli anni recenti di circa 26 milioni di tonnellate all’anno.

«Occorre che ci siano misure che prevengano perdite di carbonio nei beni scambiati a livello globale come l’acciaio. Sono convinto che possiamo contribuire a fare una differenza reale, ma solo in presenza di giuste politiche che supportino regole del gioco paritarie e incentivino e sostengano gli investimenti nella trasformazione delle tecnologie», ha detto Mittal. «Spero sinceramente che i politici Europei possano intravedere la logica di questa richiesta e vi pongano seria attenzione».

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