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Smaltimento illecito di rifiuti, sotto sequestro la nave Aquarius

Catania - Tra gli indagati anche Francesco Gianino, agente marittimo intermediario dei rapporti commerciali tra Msf e le imprese incaricate del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti di bordo operanti in vari porti d’Italia.

Catania - Scoppia un caso rifiuti nelle operazioni di salvataggio dei migranti del Mediterraneo: il procuratore Carmelo Zuccaro ha ordinato il sequestro cautelativo della nave Aquarius di Medici senza frontiere, ferma da settimane nel porto di Marsiglia dopo il ritiro della bandiera da parte delle autorità panamensi. La misura rientra in un’inchiesta sullo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi e potenzialmente tossici da parte delle navi umanitarie nei porti siciliani che conta 24 indagati.
Sequestrati anche alcuni conti bancari legati all’Ong. Medici senza frontiere avrebbe smaltito in modo indifferenziato rifiuti pericolosi come gli indumenti dismessi e i materiali utilizzati a bordo per il primo soccorso delle persone, malgrado a bordo di fossero registrati casi di «scabbia, tubercolosi, meningite, Hiv». In 44 sbarchi, negli ultimi due anni e mezzo, sarebbero state smaltite illecitamente 24 tonnellate di rifiuti pericolosi, con un risparmio stimato in quasi mezzo milione di euro. Gli indagati, tra cui tutti i capimissione di Msf che si sono alternati alla guida degli equipaggi, «avrebbero avuto la consapevolezza della pericolosità degli indumenti indossati dai migranti in quanto fonte di trasmissione di virus o agenti patogeni contratti durante il viaggio». Lo smaltimento dei rifiuti pericolosi sarebbe avvenuto con la complicità di una ditta catanese. Il sequestro della Aquarius, comunque, non è stato notificato alle autorità francesi e verrebbe eseguito solo nel caso la nave dovesse entrare in acque italiane. «Ho fatto bene a bloccare le navi delle Ong», ha commentato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, su Twitter, «ho fermato non solo il traffico di immigrati ma da quanto emerge anche quello di rifiuti».

Msf ha respinto le accuse sostenendo di aver sempre seguito le procedure standard, ha preannunciato il ricorso al Tribunale del riesame contro il sequestro e ha denunciato la criminalizzazione dell’azione medico-umanitaria in mare. «Dopo due anni di indagini giudiziarie, ostacoli burocratici, infamanti e mai confermate accuse di collusione con i trafficanti di uomini», ha lamentato Karline Klejer, responsabile delle emergenze per Msf, «ora veniamo accusati di far parte di un’organizzazione criminale finalizzata al traffico di rifiuti. È l’estremo inquietante e strumentale tentativo di fermare a qualunque costo la nostra attività di ricerca e soccorso in mare».
L’indagine è stata condotta dalla Guarda di Finanza con intercettazioni telefoniche, telematiche, ambientali e video e analizzando la documentazione marittima, sanitaria e commerciale relativa agli sbarchi. È emerso che, in occasione degli sbarchi, il comandante della Aquarius e quello della Vos Prudence, altra nave utilizzata e poi dismessa da Msf, non avrebbero trasmesso all’autorità marittima l’indicazione della categoria e dei quantitativi di rifiuti speciali da smaltire. In particolare, indumenti usati dai migranti sarebbero stati smaltiti come se fossero rifiuti normali tipo stracci della sala macchine. Tra gli indagati ci sono anche Francesco Gianino, agente marittimo intermediario dei rapporti commerciali tra Msf e le imprese incaricate del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti di bordo operanti in vari porti d’Italia, e Giovanni Ivan Romeo, rappresentante sub-agente della società di Gianino. Quest’ultima, secondo gli inquirenti, offriva un servizio di smaltimento a prezzi concorrenziali grazie al quale avrebbe triplicato il suo giro d’affari passato dai 45 mila euro del 2014 ai 140 mila euro del 2016.

Il gip: pericolo di aggravare il reato
«Vi è un fondato pericolo» che «la libera disponibilità della motonave possa aggravare o protrarre le conseguenze del reato» visto che «è di tutta evidenza che la commissione del delitto è strettamente collegata all’attività di salvataggio in mare» da parte delle Ong, che «nel periodo oggetto di indagine realizzava ben 37 sbarchi reiterando sempre l’illecita modalità di smaltimento di rifiuti sanitari pericolosi e di materiale medico». Lo scrive il Gip di Catania, Carlo Cannella, nel decreto di sequestro di nave Aquarius.

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