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Una cura del ferro per strade più sicure / IL COMMENTO

Genova - Una tragedia come quella avvenuta a Bologna dovrebbe indurre a portare il dibattito sulle Grandi opere su un terreno meno demagogico rispetto a quanto abitualmente accada: bisogna domandarsi cioè quali finalità hanno tali opere non indifferenziatamente considerate

Genova - Una tragedia come quella avvenuta a Bologna dovrebbe indurre a portare il dibattito sulle Grandi opere su un terreno meno demagogico rispetto a quanto abitualmente accada: bisogna domandarsi cioè quali finalità hanno tali opere non indifferenziatamente considerate, bensì ognuna di esse per la caratteristica sua propria.

Se, come ritengo, prima tra tali finalità deve essere una maggiore sicurezza nel nostro Paese, occorre che l’attuazione delle opere ferroviarie si accompagni, con rigore, a una contestuale riduzione del trasporto su gomma di materiali infiammabili o comunque pericolosi. L’obiettivo deve essere quello del divieto assoluto di tale trasporto su lunghe distanze, in diretta connessione con una adeguata rete ferroviaria: a proposito della quale, Terzo Valico e Tav sono certo indispensabili, ma non si può non lamentare che sembri quasi dimenticato il completamento del raddoppio della linea Genova-Ventimiglia. L’inadeguatezza di tale tratta, con i tempi di percorrenza ottocenteschi che corrispondono alla sua origine, è una delle cause dell’eccesso di traffico sulla corrispondente autostrada: questa, “Gronda” o non Gronda, passa tutta tra le case, e Bologna dovrebbe essere un drammatico campanello di allarme.

Come già sopra accennato, la mera presenza di percorsi ferroviari migliori non apporta automaticamente maggiore sicurezza: occorrono contestualmente provvedimenti limitativi. Altrimenti, come vede chiunque percorre l’Autostrada del Sole che pur corre parallela a ottimi percorsi ferroviari, le sfilze di autocisterne e Tir permangono tenacemente.

Certo, affrontare in modo coordinato problematiche che ricadono in competenze di ministeri ed enti diversi richiede che si abbiano obiettivi condivisi, con una convinzione sufficiente per superare le logiche settoriali che purtroppo caratterizzano quasi sempre le singole amministrazioni; e ciò può essere particolarmente difficile quando si tratterà di contrastare anche le potenti lobbies che si muovono ogni volta che vi è l’ipotesi di interventi atti a ridurre il trasporto su gomma. Una azione perciò difficile: ma poche altre possono essere altrettanto rilevanti per il miglioramento sia della qualità ambientale, sia della sicurezza pubblica (quella vera, altro che qualche migrante!).

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