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«Così salviamo chi sta per annegare» / GALLERY

Genova - Il mare è più sicuro con la base di elicotteri della Capitaneria di Porto,a Sarzana. Capitani e piloti coraggiosi, medici, infermieri e militari esperti nel soccorso di naufraghi e bagnanti in difficoltà sono sempre pronti a partire, 24 ore al giorno, di giorno e di notte, con la burrasca e il mare forza 5

Genova - Il mare è più sicuro con la base di elicotteri della Capitaneria di Porto, a Sarzana. Capitani e piloti coraggiosi, medici, infermieri e militari esperti nel soccorso di naufraghi e bagnanti in difficoltà sono sempre pronti a partire, 24 ore al giorno, di giorno e di notte, con la burrasca e il mare forza 5, come è successo giovedì scorso, il giorno più “lungo” e difficile, con mareggiate in tutta la Liguria e decine di richieste di aiuto.

Simone Bazzurro, medico di Rianimazione del San Martino, si divide tra l’ospedale, la base dell’elisoccorso e il presidio medico allestito a terra dalla Guardia Costiera nell’ambito dell’operazione “Mare sicuro”, che dal 18 giugno al 18 settembre assicura la presenza di personale sanitario a bordo delle motovedette. Un servizio che l’ammiraglio Giovanni Pettorino, come ogni anno, ha predisposto grazie ad accordi con la centrale del 118, la Croce Rossa e il corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta (Cisom). Bazzurro ha iniziato il turno nella centrale della Guardia Costiera di mattina presto insieme all’infermiere Matteo Russo, che lavora nei cantieri del Terzo Valico. Bazzurro e Russo prestano servizio come volontari per il Cisom. Il primo ha partecipato al soccorso dei due giovani che la settimana scorsa erano stati travolti da un’onda sugli scogli di Punta Chiappa.

«I piloti della Capitaneria si addestrano in America e possono affrontare qualsiasi condizione di mare. L’aerosoccorritore è il primo a scendere, con il verricello, per valutare la situazione. Poi, se il caso, ci chiama e scendiamo anche noi. Calarsi con il verricello non è uno scherzo, con il vento o di notte, soprattutto quando si deve accompagnare a bordo un paziente su una barella o scendere su una nave tra le onde». L’intervento a Punta Chiappa è stato gestito dalla Guardia Costiera genovese. I militari, coordinati da Giuseppe Bonelli (capo reparto operazioni) e Nicola Stasi (capo sezione operativa), si mantengono in costante contatto con il 118 e le unità inviate sul posto. Dall’inizio dell’anno, nel corso di 90 uscite in mare, hanno salvato più di 110 persone, tra cui anche i membri della famiglia rimasti in balia della burrasca a largo di Imperia venerdì scorso. «Quella è stata un’operazione molto difficile - dice Bonelli - Era notte. Il nostro elicottero era l’unico mezzo di soccorso che poteva alzarsi in volo in quelle ore e in quelle condizioni. La bambina di 12 anni che era a bordo dell’imbarcazione in panne ci ha aiutato e alla fine siamo riusciti a trarla in salvo insieme al padre e ai fratelli».

La macchina dell’emergenza costiera è a pieno regime. Il servizio di soccorso da terra, con le motovedette può contare sulla presenza fissa di un medico e un infermiere a bordo fino al 18 settembre. L’elisoccorso, attivo 365 giorni l’anno, interviene nelle situazioni più complicate, al pari del nucleo sommozzatori. A tutto questo bisogna aggiungere il “rescue runner”, la moto d’acqua per gli interventi sui bassi fondali, che entrerà in azione nei prossimi giorni. Tutti gli equipaggi hanno superato corsi particolari sia per le comunicazioni con la centrale del 118 sia per l’utilizzo del defibrillatore: «L’anno scorso abbiamo salvato la vita a un giovane di 21 anni che era quasi affogato davanti alla spiaggia di Capolungo, a Nervi - dice Stasi - Era stato tratto in salvo da due bagnanti esperti, ma se non avessimo usato il defibrillatore sulla motovedetta, durante il viaggio verso il porto, non ce l’avrebbe fatta». Sono mesi di grande impegno per la Capitaneria di Porto, impegnata su diversi fronti: dal soccorso di bagnanti (anche sul Lago Maggiore) e marittimi (o passeggeri sulle navi) al monitoraggio del traffico marittimo e al controllo della filiera dei prodotti ittici. L’altro giorno il comandante Fabio Moro è tornato con il suo equipaggio da una missione di due mesi a Lampedusa: «Sono state settimane impegnative - dice dopo aver riabbracciato la compagna sulla banchina del Porto Antico - Barconi con migranti vengono avvistati quasi tutti i giorni. La nostra motovedetta ne ha tratti in salvo 820, in condizioni estreme. Siamo felici di aver potuto dare il nostro aiuto in questa tragedia umanitaria».

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