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Potenziali terroristi su nave diretta a Napoli / RETROSCENA

Napoli - Notte di tensione e di allarme il 30 dicembre nel Tirreno meridionale, lungo la rotta che collega la Tunisia con l’Italia, con il porto di Napoli. Una segnalazione, presa sul serio dalle autorità italiane, tramite fonti di intelligence è arrivata ai nostri servizi segreti

Napoli - Notte di tensione e di allarme il 30 dicembre nel Tirreno meridionale, lungo la rotta che collega la Tunisia con l’Italia, con il porto di Napoli. Una segnalazione, presa sul serio dalle autorità italiane, tramite fonti di intelligence è arrivata ai nostri servizi segreti.

Il messaggio riferiva di un possibile rischio dirottamento, o comunque della presenza di persone in grado di attuarlo, di un traghetto in arrivo nello scalo partenopeo. Nell’informativa si parlava di alcuni soggetti indicati come “pericolosi” a bordo del Tanit, che stava effettuando una crociera di fine anno. L’allarme, passato quindi al coordinamento nazionale di antiterrorismo, è subito rimbalzato a Napoli, e in tutti i comandi delle unità pronto impiego competenti per il centro-sud. La nave, appartenente alla compagnia tunisina CoTuNav, si trovava però ancora in alto mare e per questo una segnalazione è arrivata anche alla Marina. La stessa Marina è poi in grado, attraverso l’attività della Guardia Costiera, di monitorare in tempo reale tutto il traffico navale attorno l’Italia e nel Mediterraneo.

Il timore, come del resto è previsto nei piano di sicurezza antiterrorismo, è quello di vedere una nave passeggeri lanciata contro un cargo o una petroliera. Se il traghetto, così come ogni altra unità, avesse deviato in modo sospetto dalla rotta prevista il fatto sarebbe stato subito evidenziato e dalla loro base in Liguria sarebbero partiti gli incursori navali, sempre operativi per interventi in alto mare, che avrebbero avuto il compito di assaltare la nave e prenderne il controllo. In ogni caso la situazione in mare è apparsa “regolare”, così è stato deciso di affrontare il problema direttamente all’arrivo. La nave è stata fatta arrivare più o meno all’ora prevista a Napoli, circa le 9 del mattino, giusto il tempo di predisporre un’area “riservata” della banchina in cui potere effettuare un controllo in sicurezza. Intanto erano state allertate tutte le unità antiterrorismo previste dal piano nazionale di difesa dei porti tanto che un team di forze speciali, presumibilmente un gruppo dei carabinieri dei Gis che con specifiche capacità di intervento su unità navali, è stato schierato in zona. L’unità è stata ispezionata, senza creare allarme nei passeggeri e sono stati effettuati alcuni riscontri, ma su questa fase dell’operazione il riserbo è massimo. Fonti vicine al Viminale parlano di “una normale procedura di controllo”, in ogni caso il sistema di sicurezza nazionale, come si evince anche da un intervento complesso come questo, è in allerta al massimo livello.

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