SERVICES

Unicredit studia l’uscita dal mercato turco / FOCUS

Milano - Unicredit mette nel mirino anche la Turchia con l’obiettivo di aggiungere un altro tassello al rafforzamento del capitale.

Milano - Unicredit mette nel mirino anche la Turchia con l’obiettivo di aggiungere un altro tassello al rafforzamento del capitale. Dopo la recente cessione di Mediobanca e, quelle passate di Fineco, Pioneer e della polacca Pekao, la banca guidata da Jean Pierre Mustier - in vista del nuovo piano strategico Team23 che verrà presentato il 3 dicembre a Londra - conferma «contatti con il partner Koc Group per una potenziale evoluzione dell’attuale joint venture» che controlla Yapi Kredi. Colloqui che però al momento non hanno portato ad alcun accordo.

Una precisazione che segue le indiscrezioni, riportate da Reuters, secondo cui il gruppo di Piazza Gae Aulenti intende ridurre la propria esposizione in Yapi Kredi vendendo la propria quota del 50% in Koc Financial Services a cui fa capo l’82% del capitale della banca, a Koc Holding che a sua volta però smentisce la possibilità di prendere il controllo dell’istituto che è il terzo più grande del paese con un valore di mercato di 3,7 miliardi. Un dossier, quello della Turchia, che è aperto almeno dallo scorso mese di agosto, quando la stessa Unicredit ebbe un sussulto in Borsa a seguito di rumors mai smentiti su una sua possibile uscita. Copione che si ripetuto anche oggi con il titolo che ha guadagnato il 2,89% a 12,80 euro (Yapi -2,79%).

«Dal punto di vista industriale il razionale del deal - sottolinea Equita in un report - sembra quello di contenere il profilo di rischio del gruppo, focalizzarsi sul capitale al costo di ridurre l’esposizione ad un mercato dal potenziale di crescita evidente ma caratterizzato da notevole volatilità per temi geopolitici». La cessione della quota in Yapi Kredi potrebbe avere un effetto positivo, secondo più analisti, tra 40 e 80 punti base sui coefficienti Cet1. La partecipazione nella holding che controlla Yapi Kredi era stata svalutata nel 2018 per circa 800 milioni, mentre il valore di carico attuale (1,3 miliardi) «è coerente con i prezzi di mercato del sottostante», evidenzia ancora Equita che indica anche come nel 2019 la banca turca «dovrebbe contribuire al 7% dell’utile di gruppo: 300 milioni su 4,3 miliardi adjusted». Nel terzo trimestre, per quanto riguarda dividendi e altri proventi il contributo di Yapi è cresciuto del 98,7% anno su anno a cambi costanti. Le attività ponderate per il rischio (Rwa), consolidate pro rata, si sono attestate a 23 miliardi di euro.

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››